Oro usato, come trasformarlo in denaro!

spirale oroDa quando, nel 2009, la crisi economica mondiale ha iniziato a farsi sentire nei confronti delle famiglie italiane, un effetto dei più visibili è stato quello di vedere moltiplicarsi nelle città i negozi di compro oro. Tradizionalmente, questi, erano dei punti vendita a cui si rivolgevano anziani e pensionati per rivendere qualche vecchio ricordo di famiglia o qualche rottame. Ora, invece, sempre di più, a rivolgersi ai compro oro sono anche persone tra i 30 e i 50 anni che cercano in questo modo di arrotondare le entrate mensili, ma non mancano i giovanissimi che rivendono piccoli gioielli o oggetti d’oro (magari ricevuti come regalo per il battesimo e le ricorrenza tradizionali), cercando di ottenere i soldi necessari per comprarsi il telefonino di ultima generazione o, più in generale, gli ultimi ritrovati della tecnologia.

Tutto questo ha portato a un incremento del numero dei negozi compro oro che, oggi, arriva a qualcosa come 500 punti vendita, per un giro d’affari che si aggira sui 2 miliardi di euro all’anno (dati Kataweb). Davvero una somma considerevole, attorno alla quale, purtroppo, a volte sono cresciute speculazioni per la non sempre totale chiarezza di alcuni di questi negozi. Il consiglio principale, allora, quando si decide di ricorrere alla vendita oro usato, è di affidarsi a negozi magari appartenenti a grossi gruppi che, con diverse filiali sparse sul territorio nazionale, possono assicurare una totale trasparenza nelle operazioni e garantire il rispetto delle leggi.
Alcune accortezze da parte degli utenti, poi, possono rendere l’esperienza della vendita ancor più redditizia, assicurando a chi vende i propri averi il massimo della valutazione e il più alto guadagno.

Innanzitutto è bene sapere che per avere una valutazione precisa del proprio oggetto d’oro guardare la quotazione dell’oro in borsa è poco indicativo, perché quello si riferisce all’oro puro che difficilmente è il tipo di metallo che un privato cittadino va a vendere ai compro oro. Il valore dell’oro che più abitualmente tutti hanno in casa, si basa sul concetto di “carato”, ovvero sulla percentuale di oro rispetto al totale del gioiello o del particolare che si ha in mano. Per fare un esempio dei più diffusi: quando si parla di oro a 18 carati, generalmente riferendosi ai gioielli, si intende che l’oggetto ha 750 parti di oro sulle 1000 totali di cui è composto.
Alcuni siti internet offrono un servizio che, con pochi passaggi, permette una valutazione del proprio oggetto: basta inserire il peso e selezionare la caratura, per ottenere il controvalore in euro. Sempre su internet, alcuni gruppi di compro oro permettono di bloccare il prezzo della valutazione ottenuta e avere la garanzia che, se nell’arco delle 24 ore successive ci si rivolgerà a un negozio compro oro del gruppo, quella sarà la cifra che si potrà ottenere. Questo è sicuramente un servizio molto utile, ma è anche una possibilità in più che l’utente ha per cercare di strappare qualche euro in più. Le valutazioni di un gioiello usato, infatti, possono basarsi anche sulla qualità del prezioso e sullo stato di conservazione di questo: non è difficile, quindi, imbattersi in valutazioni anche piuttosto diverse a seconda dei negozi. Per questo motivo, una volta effettuato il blocco del prezzo, ci si può recare in alcuni punti vendita cercando di ottenere una valutazione maggiore. Non è raro che un singolo negoziante, pur di assicurarsi un gioiello, sia disposto a offrire qualcosa in più di quanto bloccato on line.
Una volta in negozio, un’altra piccola accortezza è quella di esigere che la pesatura del proprio oggetto sia sempre fatta alla vostra presenza: anche questa è una garanzia di trasparenza che chi vende è in diritto di richiedere. Per i più esigenti, può essere utile sapere he la bilancia di precisione utilizzata deve essere regolarmente registrata all’ufficio metrico e periodicamente verificata, e che un’etichetta verde apposta sullo strumento ne certifica la regolarità.
Il passaggio successivo, generalmente, è la cosiddetta verifica “alla tocca” per constatare l’autenticità del metallo e la sua caratura. A grandi linee, i passaggi prevedono lo strofinamento dell’oggetto d’oro su una pietra dura e nera. Sulle micro particelle rilasciate dall’oro viene quindi fatto agire dell’acido nitrico relativo alla caratura dell’oggetto.
Verificata la caratura, verranno eliminate dall’oggetto tutte le parti non d’oro (si pensi a eventuale pietre preziose incastonate nei gioielli…), in modo che il peso finale si riferisca effettivamente solo alle parti in oro.

A questo punto il procedimento è terminato e si può stabilire il prezzo finale a cui vendere il proprio oggetto d’oro. Anche in questo caso è bene sapere che ogni cliente debba essere identificato tramite un documento di identità e che la vendita dell’oro da parte dei minorenni è proibita a norma di legge. Per quanto riguarda il compratore, invece, questi deve necessariamente riportare ogni passaggio della trattativa su un apposito registro che tutti i negozi di compro oro sono tenuti ad avere.
Anche una volta venduto l’oggetto, gli obblighi non si esauriscono del tutto: tutto ciò che è stato acquistato dal negozio di compro oro, infatti, deve essere tenuto per almeno 10 giorni all’interno del punto vendita, senza essere rivenduto né alterato in alcun modo.
Per quanto riguarda il pagamento, invece, nel rispetto delle norme antiriciclaggio, esiste un limite oltre il quale non si può pagare in contanti: 999 Euro. Al di sopra di questa cifra il pagamento può essere fatto tramite assegno bancario non trasferibile, oppure con un semplice bonifico bancario.

Dalla quotazione oro alla valutazione, quali sono le procedure

lingottiL’oro è uno tra i metalli più preziosi al mondo, e questo sicuramente per la rarità ma anche e soprattutto per le caratteristiche fisiche che lo rendono unico nel panorama dei metalli. L’aspetto estetico e le proprietà di inattaccabilità che ha l’oro da parte di quasi tutti gli altri elementi presenti in natura ne ha fatto il principe dei materiali dedicati ad oggetti preziosi e monili da indossare, come collane, anelli, braccialetti, spille eccetera.

Da tempo immemore è stato utilizzato anche per coniare monete, infatti, il primo utilizzo dell’oro in questo senso risale al periodo attorno al nono – sesto secolo avanti Cristo. Dal 1919 la quotazione dell’oro è univocamente determinata dal cosiddetto fixing dell’oro, operazione che avviene a Londra due volte al giorno, esattamente alle ore 10.30 e 15 (ora locale).

Tutto questo significa che se possediamo in casa dei lingotti d’oro, che sappiamo avere una purezza prossima al 100%, possiamo avere la certezza che il valore di quel lingotto è pari al suo peso moltiplicato per il valore dell’oro in quel momento per unità di peso. La purezza dell’oro è un parametro che si misura in millesimi. L’oro puro ha purezza (o titolo) pari a 999/1000 millesimi. Un metodo alternativo per la definizione della purezza è il carato. L’oro a 24 carati è oro puro.

Diversa è la situazione nel caso dell’oro per gioielli. L’oro puro ha caratteristiche di duttilità e malleabilità tali per cui è estremamente adatto alla fabbricazione dei gioielli. L’unico problema è derivato dalla sua morbidezza, eccessiva se si vogliono monili solidi e robusti. Per questo nei gioielli non è impiegato mai oro puro ma leghe di metalli nelle quali, normalmente, l’oro ha la percentuale maggiore. Abbiamo così oro che va dagli 8 carati (8 parti su 24 sono di oro), a 10, 14, 18 carati e così via. In Italia 8 carati è il valore minimo per il quale il metallo può essere considerato d’oro. Il valore tipico per i gioielli è 18 carati. Gli altri metalli della lega sono normalmente rame, argento, nichel e zinco, in percentuale variabile. A seconda della miscela di questi metalli aggiunti potremo avere oro giallo, bianco o rosa.

In tutti gli oggetti d’oro, dai lingotti ai monili e gioielli, per legge deve esserci stampata una piccola scritta che ne definisce la purezza, oltre al marchio che identifica il fabbricante. Potremo avere quindi piccole diciture, indicanti il titolo, come 800, 750 eccetera, o/e i carati, come 18K o 18 Kt.

E’ possibile quindi ricavare una prima stima di quanto vale un oggetto d’oro che si possiede, conoscendone il peso e la purezza. Per il peso occorre una bilancia di precisione, anche se le bilance digitali da cucina possono essere indicative per una valutazione sommaria. Dal fixing dell’oro del momento, che si può conoscere semplicemente dal web presso i numerosi siti che ne parlano, è possibile conoscere il prezzo per grammo dell’oro in quel giorno.

Facciamo un esempio pratico.

Se il nostro oggetto d’oro pesa 100 g e ha purezza pari a 18 carati, significa che una parte pari a 18/24=0.75 è di oro puro, in questo caso quindi 75 grammi. Infine, se la quotazione è, ad esempio, di 28 euro per grammo, possiamo dire che il nostro oggetto d’oro vale teoricamente 75×28=2100 euro.

Oggi più che mai vendere il proprio oro, magari quello di gioielli che non interessano più, anche in cattivo stato o guasti, è estremamente semplice. In tutte le città e cittadine di una certa dimensione abbiamo a disposizione più negozi Compro Oro specializzati nell’acquisto e vendita dell’oro usato.
In questi esercizi, tramite bilance di precisione certificate, il personale specializzato potrà fare gratuitamente una valutazione del vostro oro usato, del quale è bene che voi abbiate già fatto una stima per vostro conto in precedenza, nel modo che abbiamo visto.
La valutazione finale non potrà prescindere da una riduzione del valore teorico di una percentuale, normalmente inferiore al 10%, che rappresenta il guadagno del negoziante e la copertura delle spese di gestione dell’esercizio.

Considerando queste variabili, per vendere al meglio il proprio oro è consigliabile visitare più negozi Compro Oro e scegliere quello che offre la valutazione migliore. Questo, si intende, nel rispetto di tutte le normative che ruotano attorno a questa materia. Quindi il consiglio, per evitare sorprese, è quello di considerare in particolare i negozi Compro Oro con un marchio ben conosciuto ed affermato.

Perché investire in oro online

forexL’investimento in oro è stato uno dei più apprezzati negli ultimi anni. Nel 2013 il metallo giallo ha registrato il suo primo rosso (-28%) dopo ben dodici anni consecutivi di rialzo, che avevano spinto le quotazioni sui mercati internazionali fino al record storico di 1.921 dollari l’oncia a inizio settembre 2011. Da inizio Duemila l’oro ha dimostrato tutta la sua capacità di apprezzarsi in diversi contesti di mercato, ma allo stesso tempo ha evidenziato anche una elevata volatilità giornaliera che ha spinto numerosi trader a interessarsi a questo prezioso strumento finanziario per cercare di capire come guadagnare con gli strumenti di trading intraday sull’oro.

Questo metallo prezioso ha riscosso subito un enorme successo e i trader hanno iniziato a investire in oro online sulle principali piattaforme di trading. Molti broker si sono affrettati a offrire i migliori servizi di negoziazione sull’oro, soprattutto attraverso gli strumenti finanziari derivati, come i futures e le opzioni. Per investire in oro via web è necessario procurarsi innanzitutto una buona formazione, sia da un punto di vista dell’analisi fondamentale sia dell’analisi tecnica. In effetti sono davvero molti i fattori che possono incidere sui movimenti dell’oro.

Non sarà sempre semplice valutare in modo dettagliato ognuna di queste variabili, ma l’obiettivo del trader sarà quello di raggruppare le varie informazioni tecnico-fondamentali per poi giungere alla definizione di un preciso scenario sul quale poter impostare con maggiore serenità le proprie strategie di investimento. L’oro ha la capacità di effettuare ampie escursioni di prezzo intraday, sia al rialzo che al ribasso. Grazie alle piattaforme web specializzate nel trading sull’oro, è possibile provare a cavalcare i trend direzionali più definiti sia scommettendo sul rialzo dei prezzi (long) sia sul ribasso (short).

investire in oroIn genere l’ideale è cercare di seguire la tendenza principale mostrata sul grafico dei prezzi su base giornaliera ed evitare la ricerca forsennata di improbabili inversioni del trend. Prima di investire online sull’oro bisogna ricordarsi di valutare anche la tendenza macro, presente in quel particolare contesto del mercato. Se è in corso una fase di espansione economica il metallo prezioso potrebbe non essere in cima alle preferenze degli investitori, in quanto questi ultimi avrebbero maggiore intresse a investire in asset più rischiosi e dai tassi più elevati (azioni, obbligazioni ad alto rendimento e così via). Di converso se ci si trova in una fase di recessione e/o di turbolenza finanziaria, oppure derivante da una delicata situazione geopolitica, l’oro potrebbe diventare uno degli investimenti più richiesti.

Infatti, quando gli investitori alzano la guardia e iniziano a sentire il bisogno di maggiore protezione per i loro capitali, l’oro diventa un bene rifugio e viene acquistato in grandi quantità. Un altro aspetto da non sottovalutare è la forte correlazione inversa tra l’andamento dell’oro e quello del dollaro statunitense. Essendo quotato nella valuta di riferimento del commercio mondiale, storicamente l’oro riesce ad apprezzarsi con maggiore facilità quando il biglietto verde si trova inserito in un trend ribassista di lungo corso. Chiaramente se il dollaro mostra segnali di grande forza, l’oro potrebbe registrare una fase di debolezza. Il metallo prezioso tende poi a guadagnare molto quando sui mercati ci sono aspettative di forte rialzo dell’inflazione, tassi di interesse bassi e politiche monetarie espansive. La situazione si capovolge, invece, se diminuiscono i rischi di alta inflazione e quando gli investitori iniziano ad attendersi politiche monetarie più restrittive da parte delle grandi banche centrali del mondo (in particolare la Federal Reserve).

Proprietà e utilizzi dell’oro

lingottini oroChimicamente l’oro appartiene alla categoria dei metalli di transizione. Il suo simbolo chimico è Au ed il suo numero atomico è 79. Fin dall’antichità è considerato come un metallo molto prezioso per via delle sue caratteristiche fisiche. E’ infatti inattaccabile dall’aria e dalla maggior parte dei reagenti chimici, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto per numerose applicazioni specialistiche: dalla gioielleria all’elettronica, fino alla medicina. In particolare l’oro è il più duttile e malleabile dei metalli conosciuti, e può essere battuto in lamine sottilissime, anche trasparenti ( con un grammo d’oro si può realizzare una lamina di un metro quadrato di superficie). E’ inoltre un ottimo conduttore elettrico , secondo solo a rame ed argento, ma a differenza di questi non ossida, permettendone l’impiego in microelettronica. Viene utilizzato anche dall’industria aerospaziale per la produzione di schermi riflettenti, data la sua capacità di riflettere la luce infrarossa oltre a quella visibile. In medicina viene utilizzato in forma colloidale ( nanoparticelle in sospensione in un liquido ) in alcuni tipi di diagnostica, e sono in fase di studio impieghi nel trattamento di alcune malattie come l’artrite reumatoide; uno dei suoi isotopi radioattivi è usato in alcuni trattamenti del tumore. Viene inoltre impiegato in odontoiatria per la realizzazione di capsule ed otturazioni.

Il suo più largo impiego è comunque in oreficeria. A causa della sua grande malleabilità e duttilità viene utilizzato sempre in lega con altri metalli. Le leghe solitamente utilizzate sono composte per tre quarti di oro puro, il cosiddetto oro diciotto carati. I carati ricalcano infatti la quantità di metallo puro in millesimi sul totale: l’oro puro ha 999,9 millesimi di materia pura e viene definito a ventiquattro carati. La caratura o i millesimi determinano il cosiddetto titolo. La restante parte della lega può essere composta di uno o più metalli che ne determinano il colore, e quindi la denominazione commerciale. Le leghe più comuni sono l’oro giallo, con circa il 12% di argento ed il 18% di rame; l’oro bianco con il 25% di nichel, palladio oppure argento; l’oro rosa con il 20% di rame ed il restante di argento. Le proporzioni sono minimamente variabili e rappresentano una cifra di ogni singolo gioielliere.

L’oro è usato da sempre come mezzo di pagamento in varie forme, la più classica è quella delle monete di metallo puro di peso determinato. In tempi più moderni è stato utilizzato come riserva monetaria, ossia come garanzia del valore della moneta circolante, ormai coniata in metalli di scarso valore o stampata su carta. Per questo motivo in molti paesi, in diversi periodi, erano proibiti la detenzione ed il commercio di oro puro grezzo, mentre era consentito detenerlo lavorato. Oggi l’oro puro è acquistabile come forma di investimento anche dai privati. Le forme più comuni di oro da investimento sono i lingotti, ormai disponibili in qualunque dimensione, e le monete d’oro.

I lingotti vengono realizzati fondendo il metallo ad una temperatura di 1064 gradi in appositi forni, per poi colarlo in stampi di materiale refrattario. Nella fusione vengono aggiunte piccole quantità di borace e salnitro, che servono rispettivamente a proteggere dall’ossidazione ed a rendere più liquido il metallo fuso. Una volta raffreddato il lingotto viene lucidato e marchiato con titolo, peso e, a volte, con il marchio del produttore.

L’oro si trova in natura legato ad altri metalli oppure allo stato nativo. Comunemente si trova sotto forma di pagliuzze, granelli e talvolta pepite, come sono detti gli agglomerati di dimensioni maggiori. E’ presente in quantità variabile distribuito su tutta la crosta terrestre e anche nell’acqua marina. Tuttavia la bassa concentrazione non rende sempre economicamente vantaggiosa la sua estrazione: la concentrazione media di minerale è di tre centesimi di grammo per tonnellata di materiale, ma si inizia a considerare vantaggiosa l’estrazione con concentrazioni superiori a 5 centesimi per tonnellata. L’acqua marina ha concentrazioni troppo basse per rendere conveniente un suo sfruttamento, almeno con gli attuali sistemi.

L’estrazione dell’oro viene effettuata mediante il lavaggio dei depositi di materiale alluvionale, spesso in grandi miniere a cielo aperto, oppure viene separato con procedimenti metallurgici dai minerali con cui è legato. Spesso questi minerali formano le cosiddette vene, che vengono sfruttate mediante lo scavo di miniere a pozzo. L’estrazione dell’oro è stata spesso fonte di ingenti problemi ambientali dovuti, oltre che all’impatto delle miniere, all’utilizzo nel processo di agenti altamente inquinanti come il mercurio ed il cianuro.
Tra i principali paesi estrattori d’oro troviamo il Sud Africa, storicamente il maggiore produttore mondiale, recentemente sorpassato dalla Cina, che negli ultimi anni ha incrementato la sua produzione a ritmi vertiginosi. Altri grandi produttori sono l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia ed il Perù. Importanti miniere sono presenti anche in Argentina e Indonesia, dove si trova la miniera d’oro più grande al mondo.

In Italia furono attive in passato miniere in Sardegna, in Piemonte e Val d’Aosta, attualmente tutte chiuse. Nel ventre del Monte Rosa è presente un enorme giacimento d’oro, sfruttato marginalmente fin dall’antichità. Attualmente non viene sfruttato per problemi ambientali e di costi operativi. Piccole quantità di oro alluvionale sono state rinvenute in numerosi fiumi del nord e centro Italia.

Prezzo dell’oro e fixing

oro da investimentoLa quotazione dell’oro viene stabilita in maniera ufficiale a Londra, due volte ogni giorno, alle dieci della mattina e alle tre del pomeriggio ora locale. La cifra viene poi diffusa a tutti i mercati mondiali dei cambi e alle altre borse.

Fin dal 1919 sono cinque istituti bancari, ovvero: Scotia Mocatta, HSBC, Barclays, Société Générale e Deutsche Bank, in accordo fra di loro, che stabiliscono il prezzo.
Per giungere alla cifra ufficiale vengono presi in considerazione diversi fattori, sia politici che sociali, che influenzano l’andamento del mercato mondiale.
I rappresentanti dei cinque membri incaricati valutano attentamente sia la richiesta che l’offerta del prezioso metallo ricevute e, quando queste sono in equilibrio fra di loro, viene raggiunto l’accordo sulla cifra che verrà divulgata.

Ma che cosa è che fa pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra? Cosa fa salire o scendere il prezzo in maniera più o meno costante?
L’oro è stato usato da molte nazioni come supporto alla valuta, il valore della quale corrisponde ad una quantità stabilita del metallo in questione. Questo portò i governi a voler controllare il prezzo ufficiale per non svalutare le loro monete. Si trattò di una impresa ardua e nel 1968 questi sforzi, anche se congiunti, fallirono. Venne allora deciso di introdurre un doppio regime di mercato: uno controllava e stabiliva il prezzo che interessava le transazioni internazionali sulle valute; l’altro, che riguardava le transazioni fra privati, poteva fluttuare a piacimento.
Dopo circa tre anni questo doppio sistema venne abbandonato per giungere ad un mercato unico.
Ancora oggi le banche centrali di molti paesi hanno forti riserve auree a tutela delle proprie monete, anche se questi depositi sono nominalmente inferiori rispetto al passato a causa di ulteriori coniazioni non supportate da un controvalore aureo.

Il mercato dell’oro nel corso degli anni ha subito oscillazioni non indifferenti. Si è avuto un minimo storico nel 1999 quando il fixing di Londra è sceso a poco più di 250 dollari all’oncia ed un massimo nel 2011 con oltre 1900 dollari all’oncia. Queste variazioni si possono avere quando una moneta fino a quel momento considerata forte viene improvvisamente svalutata, cioè perde valore rispetto ad altre.
In questi casi aumenta l’inflazione e ne risente l’economia.
Aumenta la richiesta di oro perché considerato un bene rifugio e di conseguenza aumenta anche il suo prezzo.

Il prezzo massimo è stato raggiunto nel 1980 quando una oncia d’oro veniva scambiata a ottocentocinquanta dollari, equivalenti a quasi duemila euro di oggi.
Da non sottovalutare che il prezzo è influenzato anche dalla quantità di oro offerta sul mercato. Questo contribuisce a limitarne l’estrazione. Con più oro in vendita il prezzo cala.
A livello personale l’acquisto di oro da investimento è soggetto a regolamentazione.

Per fare alcuni esempi:
Negli USA fino al 1975 era proibito possedere oro che non fosse in forma di gioielli o monete per raccolte numismatiche.
In alcuni paesi europei, compresa l’Italia, fino a poco tempo fa, solo le banche potevano possedere oro.
Erano esclusi i gioielli ed i lingotti con un peso massimo di cento grammi.
Con un Decreto del 2000 queste restrizioni sono state abolite a livello comunitario.
Nello scorso mese di novembre 2013 abbiamo avuto una impennata verso l’alto a causa della forte richiesta proveniente dalla Cina. L’economia del colosso asiatico è in forte sviluppo e questo nuovo fattore ha offerto ai cinesi di avere più disponibilità ed acquistare gioielli ed altro, causando così un rialzo non programmato.
Ma non è solo l’economia solida che influisce sulle variazioni.
Un Paese che entra in guerra farà scendere il valore, una pace molto auspicata lo farà risalire.
Considerando che questi avvenimenti non sono programmabili è così spiegato perché il fixing è calcolato giornalmente.
Per usare una frase fatta ma di sicuro effetto, ci troviamo davanti al classico battito di ali di farfalla che produce una tempesta all’altro capo del mondo.

È un continuo gioco di equilibri ed interessi a livello mondiale che tiene con il fiato sospeso gli operatori del settore, mentre chi possiede solamente la fede nuziale neanche se ne rende conto.

Cosa fare con l’oro inutilizzato?

oro 18 caratiVendere oro è un’operazione verso la quale sempre più persone si rivolgono; non a caso negli ultimi anni i negozi di compro oro sono esponenzialmente cresciuti di numero. Tra vecchi gioielli di famiglia, monete, lingotti, rottami, ma anche componenti elettroniche, sono diversi gli oggetti che si possono trovare nelle proprie case e che, in molti casi, risultano inutilizzati. Venderli, allora, può essere una buona strada per liberarsi di oggetti non più di proprio interesse e, nel contempo, ricavarne qualcosa. Certo, trattandosi di oro, la procedura per portare a termine la vendita richiede qualche passaggio e qualche accortezza in più, ma nulla che con un minimo di conoscenza e di attenzione non si possa affrontare con successo.

La prima cosa da fare è senza dubbio quella di procedere a una prima valutazione dei propri oggetti. Il primo riferimento a cui molti guardano è la quotazione dell’oro in borsa. Corretto, concettualmente, ma non del tutto significativo per l’oro che tutti possono avere in casa. Quello che utilizzano gli indici finanziari, infatti, è l’oro puro, solitamente reperibile sottoforma di pepite o di lingotti. Ma, essendo l’oro un metallo molto malleabile, per lavorarlo e ottenere degli oggetti di uso più comune, gioielli compresi, l’oro deve legarsi ad altri metalli, il rame in particolare, ma anche argento, platino e altro. Questi, naturalmente, alterano la percentuale di oro puro presente nell’oggetto. Per capire quanto prezioso sia il proprio gioiello, quindi, bisogna considerare i suoi carati, ovvero l’indice del apporto tra le parti in oro e quelle di altri metalli presenti. L’oro puro è quello a 24 carati, mentre, per i gioielli, in genere si utilizza l’oro a 18 carati che ha una percentuale di 750 parti di oro sulle 1000 di cui è ipoteticamente composto. Naturalmente, più alto è il numero dei carati, maggiore sarà la percentuale del metallo più prezioso all’interno dell’oggetto.

Su diversi siti internet è presente un servizio di quotazione on line che può essere molto utile: qui, selezionando i carati del proprio gioiello e inserendo il suo peso in grammi, si può ottenere una quotazione aggiornata in tempo reale e molto significativa di quello che si ha tra le mani. Una volta visto con un certo grado di precisione quanto si potrebbe ricavare dalla vendita, si può decidere se proseguire o meno e andare fino in fondo. Sempre via internet, alcuni marchi di compro oro offrono la possibilità del blocco prezzo online, che permette di “congelare” il prezzo visualizzato al momento della propria valutazione. A quel punto, si hanno 24 ore di tempo per recarsi in un punto vendita dello stesso brand sul cui sito si è effettuato il blocco del prezzo e avere la garanzia di vedersi riconosciuta quella precisa quotazione, indipendentemente dalle variazioni che si possono essere verificate nel frattempo sul mercato. Se, invece, la quotazione non è di propria soddisfazione, si può tranquillamente lasciar passare le 24 ore di tempo e procedere a una nuova valutazione.

Una volta deciso che il prezzo valutato può soddisfare le proprie aspettative, si può procedere alla vendita vera e propria, facendo attenzione che tutti i passaggi avvengano nella maniera corretta. Prima di tutto il gioiello verrà ripesato per verificare la correttezza dei dati inseriti: attenzione, questa operazione deve essere eseguita alla presenza del cliente, in modo da garantire la correttezza dell’operazione e la sua totale trasparenza.
La legge stabilisce anche che il cliente venga identificato attraverso un documento di identità che ne attesti la maggiore età. È vietato, infatti, la compravendita di oro a soggetti minorenni. Ogni operazione, inoltre, deve venire riportata su un registro che ogni negozio di compro oro è tenuto ad avere all’interno del punto vendita.
Una volta acquisiti i beni il compratore è tenuto a conservarli in negozio, inalterati, per almeno 10 giorni prima di poterli rivendere o riutilizzare secondo le proprie esigenze.

Per quanto riguarda il pagamento, invece, si deve tenere conto che, per rispettare le norme antiriciclaggio, non possono essere effettuati pagamenti in contanti superiori a mille euro. Oltre questa cifra, si dovranno utilizzare assegni non trasferibili o bonifici bancari eseguiti in modalità home banking. Naturalmente, al termine della compravendita, dovrà essere consegnata una ricevuta e, nel caso di bonifico, anche la distinta del versamento effettuato.

Buoni motivi per vendere l’oro usato

vendere oro usatoStando alle previsioni degli analisti finanziari il trend positivo dell’oro in questo 1° trimestre dell’anno, è motivato sopratutto da tre buone ragioni:

1) il rallentamento dei mercati,
2) il riposizionamento del dollaro,
3) il rincaro delle materie prime, petrolio in testa.

Tuttavia alcune prestigiose banche d’affari come la J.P. Morgan, prevedono che verso la fine del 2014, si verificherà un netto calo del prezzo dell’oro che potrebbe scendere fino ai 1.000- 1.050 dollari l’oncia.
Questo perché, secondo gli esperti, la quotazione sarà condizionata negativamente dai due fattori importanti:

1) le speculazioni delle azioni della Federal Reserve, legate al forex,
2) la brusca frenata di India e Cina che limiteranno la domanda di oro.

Da questi dati si evince che chi ha intenzione di vendere i propri gioielli usati deve approfittarne adesso, o comunque prima che il vento cambi a suo sfavore.
Premesso che la quotazione dell’oro è legata al London Gold fix consultabile anche su internet, si consiglia di verificare quotidianamente il valore di riferimento dell’oro e, arrivato il momento buono, alienare senza esitazione perché solo in questo modo si può raggiungere l’obiettivo finale di “massimizzare i profitti”.
Per arrivare dritti allo scopo, basta mettere in pratica piccole strategie grazie alle quali sarà possibile ottenere la migliore valutazione del momento.
Il segreto per una buona negoziazione è fatto di piccoli passi, da compiere scrupolosamente.
Intanto abbiamo già chiarito che il web è un alleato prezioso per una una buona e corretta informazione, ma non solo.
Vederemo come, grazie ai siti on line, l’utente può avvalersi di innovativi servizi e di proposte allettanti che un “tradizionale punto vendita” non è in grado di offrire.

La prima cosa da fare prima di passare in negozio, è pesare gli oggetti con una bilancia di precisione, in modo da determinare un peso attendibile.
Fatto questo, in base alla caratura dei preziosi, per calcolare il loro esatto valore, si deve applicare la quotazione di mercato.
Gli oggetti d’oro lavorati, nella quasi totalità dei casi, sono a 18 carati, ma in caso di carature diverse, basterà guardare le quotazioni di riferimento
Sempre su internet sono consultabili molti siti che forniscono tutte le quotazioni in tempo reale.
Calcolare anche da soli il valore degli oggetti, sarà un’operazione semplicissima e molto rapida.

Ad esempio, se il prezzo dell’oro a 18 carati è di 22 euro al grammo, questo significa che chi possiede un braccialetto che pesa 8 grammi, saprà che il suo valore è di 176 euro. Ovviamente bisogna tenere conto che a questo importo si dovrà sottrarre la commissione del compro oro, della quale è bene informarsi prima. e, anche in questo caso, internet può fornire notizie utili.
Infatti, non solo sul web si possono chiedere preventivi gratuiti semplicemente riempendo un modulo di richiesta, ma si possono utilizzare servizi innovativi, capaci di ottimizzare i ricavi.
Le piattaforme dei migliori banco metalli, invitano la clientela a sfruttare il “blocca prezzo on line” un sistema grazie al quale, per 48 ore, il venditore ha l’opportunità di bloccare il miglior prezzo raggiunto dall’oro e, entro quest’arco di tempo, consentirà di recarsi nella sede più vicina con tutta calma, certi che, nella transazione, sarà applicata la quotazione più alta bloccata sul web.
Ma esistono anche altre “sezioni dedicate” che offrono la possibilità di ottenere tariffe ancora più vantaggiose.

Alcuni compro oro, infatti, propongono una “supervalutazione dell’oro usato” nel caso in cui si accetta la condivisione del sito sui maggiori social media, oppure offerte personalizzate nel caso in cui si presenta un altro cliente.
Il consiglio è di diffidare di coloro che non chiedono documenti o che, anche per importi superiori ai 1000 euro, promettono un pagamento in contanti: la legge vieta entrambe le cose e, in questo caso, è bene rifiutare qualsiasi proposta.

A questo punto s’intuisce quanto sia fondamentale la scelta di professionisti seri a cui affidarsi che, nel rispetto della legge, devono essere qualificati ed onesti, meglio se iscritti nell’apposito “elenco degli operatori specializzati” della Banca d’Italia, accessibile anche on line.
Ecco perché bisogna stare attenti a non farsi incantare dalle “pubblicità ad hoc”, sapientemente architettate, da persone senza scrupoli che cercano di attirare l’attenzione con messaggi ridondanti ma, ahimè, privi di fondamento.

Scegliere un compro oro affidabile non è poi così difficile anche perché ormai si conoscono molto bene i nomi dei grandi gruppi che si sono consolidati nel tempo e che, giustamente, godono di ottima reputazione.

Come vengono realizzati i gioielli

Chiunque apprezzi i gioielli sa che il nostro paese è all’avanguardia nel settore orafo.
Sebbene non siano presenti sul territorio nazionale dei giacimenti apprezzabili di oro e argento, tali da far ritenere l’estrazione dei metalli preziosi, una vera e propria voce del prodotto interno nazionale, l’abilità di quanti, con le loro mani, sono in grado di dar vita a piccole opere d’arte è universalmente riconosciuta.

La tradizione artigiana, forte in passato in molti settori produttivi, ha certo subito le conseguenze negative di un cambiamento dei consumi, che ha portato gradualmente alla standardizzazione dei prodotti: sempre più negozi a vocazione marcatamente commerciale e sempre meno “botteghe” in cui gli oggetti prendono letteralmente vita a partire dalla materia prima, grazie alla passione di persone che amano il loro lavoro.

Anche in campo orafo questa tendenza ha portato a risultati palpabili: l’idea di un gioiello creato su misura da un orafo artigiano, ha lasciato il posto alle luci e allo scintillio delle grandi catene di gioiellerie che, pur vendendo oggetti di sicuro valore e di apprezzabile fattura, sono spesso soggette, almeno quanto all’assortimento, ai diktat della moda e alle direttive delle case produttrici.
Grazie al rifiorire del mercato dei preziosi usati, che vede nei compro oro i principali soggetti, il ruolo delle botteghe orafe sembra essere stato riscoperto, alla luce della rinnovata attenzione oggi dedicata al recupero di gioielli.
Ma qual’è esattamente la connotazione di questi artigiani, cosa fanno e come si differenziano dagli altri operatori del settore?

Sebbene ad un occhio inesperto possano apparire simili, orafi e gioiellieri svolgono lavori molto differenti tra loro.
Le gioiellerie sono essenzialmente dei negozi e, come tali, si occupano dell’aspetto commerciale relativo al mercato dei preziosi.
Per dirla in una parola, essi vendono gioielli, monili, orologi. Li acquistano da un grossista o da un fornitore specializzato e li rivendono alla clientela privata.
Assortimento e tipologia di beni sono quindi dettati da logiche strettamente commerciali: le tendenze, la moda, il target di riferimento e, quando il negozio fa parte di un brand, le direttive della casa madre.
I gioiellieri sono quindi dei commercianti molto esperti in beni preziosi, che tuttavia si inseriscono nella filiera produttiva solo nell’ultimo passaggio.

Nei laboratori artigiani invece, si svolge ab initio tutto il percorso, dalla scelta dei materiali alla vendita, passando per il cuore dell’attività, costituito dalla fase creativa e quindi dalla nascita del gioiello.
L’assenza di intermediari permette agli artigiani orafi di essere l’unico interlocutore con il cliente e di instaurare con lo stesso un rapporto che spesso può influenzare e indirizzare la creazione del singolo esemplare prezioso.
Può accadere infatti, che l’idea per una collana, un anello od un pendente, sia proposta direttamente dal cliente, magari alla ricerca di un oggetto unico e speciale, creato su misura.

Il punto di partenza è sempre un attento ascolto: l’artigiano conversa con il suo interlocutore e ne ascolta desideri, idee, esigenze.
Queste vengono poi tradotte praticamente in uno schizzo, che subirà le revisioni e le modifiche necessarie ad ottenere l’approvazione del committente, fino a diventare l’archetipo del gioiello richiesto.
Qualora il tipo di lavorazione lo richieda, l’orafo può creare un primo modello del gioiello utilizzando la cera. Questo procedimento risulta particolarmente utile se la forma da riprodurre è articolata: il preliminare in cera funge da guida e facilita l’esecuzione sul metallo prezioso.

L’uso di materiali di pregio, scelti personalmente dall’orafo, permette di considerare il gioiello da lui acquistato alla stregua di un buon investimento in oro o argento fisico.
Il valore dei monili e degli oggetti in oro lavorato infatti, viene calcolato sulla base della percentuale di oro puro in essi contenuta (testimoniata dalla titolatura impressa in punzonatura direttamente sull’oggetto), rapportata alla quotazione dell’oro puro (24 kt) registrata sui mercati.

Acquistare un gioiello realizzato da un laboratorio orafo garantisce quindi la possibilità di entrare in possesso di un bene avente un congruo valore corrente, munito di tutte le garanzie necessarie (comprese le eventuali certificazioni private relative alle pietre preziose), che potrà essere all’occorrenza rivenduto senza difficoltà anche grazie alla sua pregiata fattura.