Cosa fare con l’oro inutilizzato?

oro 18 caratiVendere oro è un’operazione verso la quale sempre più persone si rivolgono; non a caso negli ultimi anni i negozi di compro oro sono esponenzialmente cresciuti di numero. Tra vecchi gioielli di famiglia, monete, lingotti, rottami, ma anche componenti elettroniche, sono diversi gli oggetti che si possono trovare nelle proprie case e che, in molti casi, risultano inutilizzati. Venderli, allora, può essere una buona strada per liberarsi di oggetti non più di proprio interesse e, nel contempo, ricavarne qualcosa. Certo, trattandosi di oro, la procedura per portare a termine la vendita richiede qualche passaggio e qualche accortezza in più, ma nulla che con un minimo di conoscenza e di attenzione non si possa affrontare con successo.

La prima cosa da fare è senza dubbio quella di procedere a una prima valutazione dei propri oggetti. Il primo riferimento a cui molti guardano è la quotazione dell’oro in borsa. Corretto, concettualmente, ma non del tutto significativo per l’oro che tutti possono avere in casa. Quello che utilizzano gli indici finanziari, infatti, è l’oro puro, solitamente reperibile sottoforma di pepite o di lingotti. Ma, essendo l’oro un metallo molto malleabile, per lavorarlo e ottenere degli oggetti di uso più comune, gioielli compresi, l’oro deve legarsi ad altri metalli, il rame in particolare, ma anche argento, platino e altro. Questi, naturalmente, alterano la percentuale di oro puro presente nell’oggetto. Per capire quanto prezioso sia il proprio gioiello, quindi, bisogna considerare i suoi carati, ovvero l’indice del apporto tra le parti in oro e quelle di altri metalli presenti. L’oro puro è quello a 24 carati, mentre, per i gioielli, in genere si utilizza l’oro a 18 carati che ha una percentuale di 750 parti di oro sulle 1000 di cui è ipoteticamente composto. Naturalmente, più alto è il numero dei carati, maggiore sarà la percentuale del metallo più prezioso all’interno dell’oggetto.

Su diversi siti internet è presente un servizio di quotazione on line che può essere molto utile: qui, selezionando i carati del proprio gioiello e inserendo il suo peso in grammi, si può ottenere una quotazione aggiornata in tempo reale e molto significativa di quello che si ha tra le mani. Una volta visto con un certo grado di precisione quanto si potrebbe ricavare dalla vendita, si può decidere se proseguire o meno e andare fino in fondo. Sempre via internet, alcuni marchi di compro oro offrono la possibilità del blocco prezzo online, che permette di “congelare” il prezzo visualizzato al momento della propria valutazione. A quel punto, si hanno 24 ore di tempo per recarsi in un punto vendita dello stesso brand sul cui sito si è effettuato il blocco del prezzo e avere la garanzia di vedersi riconosciuta quella precisa quotazione, indipendentemente dalle variazioni che si possono essere verificate nel frattempo sul mercato. Se, invece, la quotazione non è di propria soddisfazione, si può tranquillamente lasciar passare le 24 ore di tempo e procedere a una nuova valutazione.

Una volta deciso che il prezzo valutato può soddisfare le proprie aspettative, si può procedere alla vendita vera e propria, facendo attenzione che tutti i passaggi avvengano nella maniera corretta. Prima di tutto il gioiello verrà ripesato per verificare la correttezza dei dati inseriti: attenzione, questa operazione deve essere eseguita alla presenza del cliente, in modo da garantire la correttezza dell’operazione e la sua totale trasparenza.
La legge stabilisce anche che il cliente venga identificato attraverso un documento di identità che ne attesti la maggiore età. È vietato, infatti, la compravendita di oro a soggetti minorenni. Ogni operazione, inoltre, deve venire riportata su un registro che ogni negozio di compro oro è tenuto ad avere all’interno del punto vendita.
Una volta acquisiti i beni il compratore è tenuto a conservarli in negozio, inalterati, per almeno 10 giorni prima di poterli rivendere o riutilizzare secondo le proprie esigenze.

Per quanto riguarda il pagamento, invece, si deve tenere conto che, per rispettare le norme antiriciclaggio, non possono essere effettuati pagamenti in contanti superiori a mille euro. Oltre questa cifra, si dovranno utilizzare assegni non trasferibili o bonifici bancari eseguiti in modalità home banking. Naturalmente, al termine della compravendita, dovrà essere consegnata una ricevuta e, nel caso di bonifico, anche la distinta del versamento effettuato.

Buoni motivi per vendere l’oro usato

vendere oro usatoStando alle previsioni degli analisti finanziari il trend positivo dell’oro in questo 1° trimestre dell’anno, è motivato sopratutto da tre buone ragioni:

1) il rallentamento dei mercati,
2) il riposizionamento del dollaro,
3) il rincaro delle materie prime, petrolio in testa.

Tuttavia alcune prestigiose banche d’affari come la J.P. Morgan, prevedono che verso la fine del 2014, si verificherà un netto calo del prezzo dell’oro che potrebbe scendere fino ai 1.000- 1.050 dollari l’oncia.
Questo perché, secondo gli esperti, la quotazione sarà condizionata negativamente dai due fattori importanti:

1) le speculazioni delle azioni della Federal Reserve, legate al forex,
2) la brusca frenata di India e Cina che limiteranno la domanda di oro.

Da questi dati si evince che chi ha intenzione di vendere i propri gioielli usati deve approfittarne adesso, o comunque prima che il vento cambi a suo sfavore.
Premesso che la quotazione dell’oro è legata al London Gold fix consultabile anche su internet, si consiglia di verificare quotidianamente il valore di riferimento dell’oro e, arrivato il momento buono, alienare senza esitazione perché solo in questo modo si può raggiungere l’obiettivo finale di “massimizzare i profitti”.
Per arrivare dritti allo scopo, basta mettere in pratica piccole strategie grazie alle quali sarà possibile ottenere la migliore valutazione del momento.
Il segreto per una buona negoziazione è fatto di piccoli passi, da compiere scrupolosamente.
Intanto abbiamo già chiarito che il web è un alleato prezioso per una una buona e corretta informazione, ma non solo.
Vederemo come, grazie ai siti on line, l’utente può avvalersi di innovativi servizi e di proposte allettanti che un “tradizionale punto vendita” non è in grado di offrire.

La prima cosa da fare prima di passare in negozio, è pesare gli oggetti con una bilancia di precisione, in modo da determinare un peso attendibile.
Fatto questo, in base alla caratura dei preziosi, per calcolare il loro esatto valore, si deve applicare la quotazione di mercato.
Gli oggetti d’oro lavorati, nella quasi totalità dei casi, sono a 18 carati, ma in caso di carature diverse, basterà guardare le quotazioni di riferimento
Sempre su internet sono consultabili molti siti che forniscono tutte le quotazioni in tempo reale.
Calcolare anche da soli il valore degli oggetti, sarà un’operazione semplicissima e molto rapida.

Ad esempio, se il prezzo dell’oro a 18 carati è di 22 euro al grammo, questo significa che chi possiede un braccialetto che pesa 8 grammi, saprà che il suo valore è di 176 euro. Ovviamente bisogna tenere conto che a questo importo si dovrà sottrarre la commissione del compro oro, della quale è bene informarsi prima. e, anche in questo caso, internet può fornire notizie utili.
Infatti, non solo sul web si possono chiedere preventivi gratuiti semplicemente riempendo un modulo di richiesta, ma si possono utilizzare servizi innovativi, capaci di ottimizzare i ricavi.
Le piattaforme dei migliori banco metalli, invitano la clientela a sfruttare il “blocca prezzo on line” un sistema grazie al quale, per 48 ore, il venditore ha l’opportunità di bloccare il miglior prezzo raggiunto dall’oro e, entro quest’arco di tempo, consentirà di recarsi nella sede più vicina con tutta calma, certi che, nella transazione, sarà applicata la quotazione più alta bloccata sul web.
Ma esistono anche altre “sezioni dedicate” che offrono la possibilità di ottenere tariffe ancora più vantaggiose.

Alcuni compro oro, infatti, propongono una “supervalutazione dell’oro usato” nel caso in cui si accetta la condivisione del sito sui maggiori social media, oppure offerte personalizzate nel caso in cui si presenta un altro cliente.
Il consiglio è di diffidare di coloro che non chiedono documenti o che, anche per importi superiori ai 1000 euro, promettono un pagamento in contanti: la legge vieta entrambe le cose e, in questo caso, è bene rifiutare qualsiasi proposta.

A questo punto s’intuisce quanto sia fondamentale la scelta di professionisti seri a cui affidarsi che, nel rispetto della legge, devono essere qualificati ed onesti, meglio se iscritti nell’apposito “elenco degli operatori specializzati” della Banca d’Italia, accessibile anche on line.
Ecco perché bisogna stare attenti a non farsi incantare dalle “pubblicità ad hoc”, sapientemente architettate, da persone senza scrupoli che cercano di attirare l’attenzione con messaggi ridondanti ma, ahimè, privi di fondamento.

Scegliere un compro oro affidabile non è poi così difficile anche perché ormai si conoscono molto bene i nomi dei grandi gruppi che si sono consolidati nel tempo e che, giustamente, godono di ottima reputazione.

Come vengono realizzati i gioielli

Chiunque apprezzi i gioielli sa che il nostro paese è all’avanguardia nel settore orafo.
Sebbene non siano presenti sul territorio nazionale dei giacimenti apprezzabili di oro e argento, tali da far ritenere l’estrazione dei metalli preziosi, una vera e propria voce del prodotto interno nazionale, l’abilità di quanti, con le loro mani, sono in grado di dar vita a piccole opere d’arte è universalmente riconosciuta.

La tradizione artigiana, forte in passato in molti settori produttivi, ha certo subito le conseguenze negative di un cambiamento dei consumi, che ha portato gradualmente alla standardizzazione dei prodotti: sempre più negozi a vocazione marcatamente commerciale e sempre meno “botteghe” in cui gli oggetti prendono letteralmente vita a partire dalla materia prima, grazie alla passione di persone che amano il loro lavoro.

Anche in campo orafo questa tendenza ha portato a risultati palpabili: l’idea di un gioiello creato su misura da un orafo artigiano, ha lasciato il posto alle luci e allo scintillio delle grandi catene di gioiellerie che, pur vendendo oggetti di sicuro valore e di apprezzabile fattura, sono spesso soggette, almeno quanto all’assortimento, ai diktat della moda e alle direttive delle case produttrici.
Grazie al rifiorire del mercato dei preziosi usati, che vede nei compro oro i principali soggetti, il ruolo delle botteghe orafe sembra essere stato riscoperto, alla luce della rinnovata attenzione oggi dedicata al recupero di gioielli.
Ma qual’è esattamente la connotazione di questi artigiani, cosa fanno e come si differenziano dagli altri operatori del settore?

Sebbene ad un occhio inesperto possano apparire simili, orafi e gioiellieri svolgono lavori molto differenti tra loro.
Le gioiellerie sono essenzialmente dei negozi e, come tali, si occupano dell’aspetto commerciale relativo al mercato dei preziosi.
Per dirla in una parola, essi vendono gioielli, monili, orologi. Li acquistano da un grossista o da un fornitore specializzato e li rivendono alla clientela privata.
Assortimento e tipologia di beni sono quindi dettati da logiche strettamente commerciali: le tendenze, la moda, il target di riferimento e, quando il negozio fa parte di un brand, le direttive della casa madre.
I gioiellieri sono quindi dei commercianti molto esperti in beni preziosi, che tuttavia si inseriscono nella filiera produttiva solo nell’ultimo passaggio.

Nei laboratori artigiani invece, si svolge ab initio tutto il percorso, dalla scelta dei materiali alla vendita, passando per il cuore dell’attività, costituito dalla fase creativa e quindi dalla nascita del gioiello.
L’assenza di intermediari permette agli artigiani orafi di essere l’unico interlocutore con il cliente e di instaurare con lo stesso un rapporto che spesso può influenzare e indirizzare la creazione del singolo esemplare prezioso.
Può accadere infatti, che l’idea per una collana, un anello od un pendente, sia proposta direttamente dal cliente, magari alla ricerca di un oggetto unico e speciale, creato su misura.

Il punto di partenza è sempre un attento ascolto: l’artigiano conversa con il suo interlocutore e ne ascolta desideri, idee, esigenze.
Queste vengono poi tradotte praticamente in uno schizzo, che subirà le revisioni e le modifiche necessarie ad ottenere l’approvazione del committente, fino a diventare l’archetipo del gioiello richiesto.
Qualora il tipo di lavorazione lo richieda, l’orafo può creare un primo modello del gioiello utilizzando la cera. Questo procedimento risulta particolarmente utile se la forma da riprodurre è articolata: il preliminare in cera funge da guida e facilita l’esecuzione sul metallo prezioso.

L’uso di materiali di pregio, scelti personalmente dall’orafo, permette di considerare il gioiello da lui acquistato alla stregua di un buon investimento in oro o argento fisico.
Il valore dei monili e degli oggetti in oro lavorato infatti, viene calcolato sulla base della percentuale di oro puro in essi contenuta (testimoniata dalla titolatura impressa in punzonatura direttamente sull’oggetto), rapportata alla quotazione dell’oro puro (24 kt) registrata sui mercati.

Acquistare un gioiello realizzato da un laboratorio orafo garantisce quindi la possibilità di entrare in possesso di un bene avente un congruo valore corrente, munito di tutte le garanzie necessarie (comprese le eventuali certificazioni private relative alle pietre preziose), che potrà essere all’occorrenza rivenduto senza difficoltà anche grazie alla sua pregiata fattura.