Diamanti come e dove acquistare in sicurezza

tagli diamante Seppur azioni ed obbligazioni suonino alle nostre orecchie come investimenti molto appetibili è impossibile ignorare l’altrettanto valido richiamo dell’investimento in diamanti.
Ammesso che ci si relazioni con la questione in maniera cauta, prudente ed informata, le pietre preziose offrono l’opportunità di diversificare il portafoglio di investimenti con alternative meno prevedibili.

Malgrado l’interesse attorno alle pietre preziose sia in rapida crescita è importante sapersi muovere nel nebuloso mondo della gemmologia.
Nonostante l’universo dei diamanti sia perlopiù al riparo da turbolente fluttuazioni finanziarie legate al livello di scorte ed alla produzione delle materie prime, a causa del loro ruolo di bene d’investimento rifugio simile all’oro ed alla loro crescita di valore nel lungo periodo, esso subisce comunque costanti variazioni di prezzo. Ad essere precisi, utilizzando come riferimento una pietra da un carato, tra il 1960 ed oggi, troviamo una differenza di prezzo di circa 30000 euro.
Godendo del privilegio di non essere considerati strumenti finanziari, i diamanti non corrono il pericolo di essere valutati sul mercato attraverso il meccanismo di valutazione del rischio. Ciononostante gli esperti consigliano di non superare il 10-15% di essi sul proprio investitimento totale.

Ciò detto è importante capire dove e come poter acquistare in sicurezza.
Avendo più volte reiterato l’importanza dell’investimento sicuro, dopo aver più volte sottolineato l’importanza di evitare e scoraggiare acquisti da rivenditori di dubbia provenienza e serietà, andranno considerati quattro canali attraverso i quali comprare le pietre: gioiellerie, banche, internet, intermediari.

1) Le gioiellerie sono esercizi adibiti alla vendita di pietre preziose prevalentemente incastonate su anelli, bracciali ed altri supporti quindi, nonostante molte di queste attività ad oggi rispondano in parte a tal richiesta, sono sconsigliabili a chi desidera acquistare unicamente il diamante. I motivi sono prevalentemente due: qualitativo ed economico.
Il primo rientra nella sfera degli obiettivi. Seppur il gioielliere possa proporvi una condizione appetibile, il fatto che la gioielleria si basi sulla vendita di anelli, braccialetti ed altro fa sì che il diamante sia un elemento di secondo piano, subordinato all’oggetto di cui andrà a fare parte. Questo spesso comporta una perdita di qualità della pietra (spesso priva di certificazione).
Il secondo, quello economico, sta nel prezzo. Il prezzo applicato dalla gioielleria è spesso al dettaglio piuttosto che relativo ai valori che potremmo trovare all’ingrosso.
2) Le banche sono una valida alternativa. Inseritesi nel business diamantifero di recente, causa la crescente domanda di beni rifugio in conseguenza della crisi economica, offrono l’opportunità di acquisto di preziosi allo sportello. Nonostante esse contemplino commissioni del 10-15% sulle vendite (essendo loro unicamente venditori di società partner) già incluse nel prezzo del prezioso, a causa della poca trasparenza del mercato e della complessità dei meccanismi del sistema di vendita dei diamanti, possono offrire prezzi più bassi delle gioiellierie. Seppure le banche si propongano come ottima opzione, i prezzi andranno comunque controllati. Il Rapaport offre il listino internazionale dei prezzi dei diamanti (il diamante bianco non è regolato da alcuna autorità).
Nota dolente, le politiche di riacquisto del prodotto. Vanno sempre considerati i costi, le eventuali penalità, le modalità e la storia dell’intermediario, considerando l’eventuale vendita futura, che si pone come soggetto per l’eventuale riacquisto.

3) Internet, considerata avanguardia di ogni forma di comunicazione e scambio, si pone come nuova frontiera anche per l’acquisto di diamanti. Attraverso siti di recente pubblicazione si possono scegliere prodotti diamantiferi, attraverso catalogo tecnico e fotografico, per poi farseli inviare direttamente a casa. Nonostante sembri rischioso fare acquisti di questo valore attraverso la rete, essa può offrire prezzi molto simili a quelli all’ingrosso. Questo canale va vagliato attraverso le dovute precauzioni ovvero: controllo dei servizi, delle credenziali e delle referenze del venditore, analisi accurata e dettagliata del contratto d’acquisto.

4) Gli Intermediari si pongono come referenti dell’approvvigionamento diamantifero. Esperti del settore, andranno valutati secondo referenze e credenziali ma, diversamente dagli esercizi quali le gioiellerie, potrebbero offrire prezzi leggermente più bassi.

Per concludere va considerato il trattamento fiscale riservato ad essi. I diamanti vengono considerati esenti da tassa sul “capital gain” o da quella di successione. In Italia, all’acquisto, sono sottoposti ad Imposta sul Valore Aggiunto esclusi quelli depositati in cassette in zona franca quali, per l’europa, Rotterdam, Le Havre, Anversa e Genova.