Oro usato, come trasformarlo in denaro!

spirale oroDa quando, nel 2009, la crisi economica mondiale ha iniziato a farsi sentire nei confronti delle famiglie italiane, un effetto dei più visibili è stato quello di vedere moltiplicarsi nelle città i negozi di compro oro. Tradizionalmente, questi, erano dei punti vendita a cui si rivolgevano anziani e pensionati per rivendere qualche vecchio ricordo di famiglia o qualche rottame. Ora, invece, sempre di più, a rivolgersi ai compro oro sono anche persone tra i 30 e i 50 anni che cercano in questo modo di arrotondare le entrate mensili, ma non mancano i giovanissimi che rivendono piccoli gioielli o oggetti d’oro (magari ricevuti come regalo per il battesimo e le ricorrenza tradizionali), cercando di ottenere i soldi necessari per comprarsi il telefonino di ultima generazione o, più in generale, gli ultimi ritrovati della tecnologia.

Tutto questo ha portato a un incremento del numero dei negozi compro oro che, oggi, arriva a qualcosa come 500 punti vendita, per un giro d’affari che si aggira sui 2 miliardi di euro all’anno (dati Kataweb). Davvero una somma considerevole, attorno alla quale, purtroppo, a volte sono cresciute speculazioni per la non sempre totale chiarezza di alcuni di questi negozi. Il consiglio principale, allora, quando si decide di ricorrere alla vendita oro usato, è di affidarsi a negozi magari appartenenti a grossi gruppi che, con diverse filiali sparse sul territorio nazionale, possono assicurare una totale trasparenza nelle operazioni e garantire il rispetto delle leggi.
Alcune accortezze da parte degli utenti, poi, possono rendere l’esperienza della vendita ancor più redditizia, assicurando a chi vende i propri averi il massimo della valutazione e il più alto guadagno.

Innanzitutto è bene sapere che per avere una valutazione precisa del proprio oggetto d’oro guardare la quotazione dell’oro in borsa è poco indicativo, perché quello si riferisce all’oro puro che difficilmente è il tipo di metallo che un privato cittadino va a vendere ai compro oro. Il valore dell’oro che più abitualmente tutti hanno in casa, si basa sul concetto di “carato”, ovvero sulla percentuale di oro rispetto al totale del gioiello o del particolare che si ha in mano. Per fare un esempio dei più diffusi: quando si parla di oro a 18 carati, generalmente riferendosi ai gioielli, si intende che l’oggetto ha 750 parti di oro sulle 1000 totali di cui è composto.
Alcuni siti internet offrono un servizio che, con pochi passaggi, permette una valutazione del proprio oggetto: basta inserire il peso e selezionare la caratura, per ottenere il controvalore in euro. Sempre su internet, alcuni gruppi di compro oro permettono di bloccare il prezzo della valutazione ottenuta e avere la garanzia che, se nell’arco delle 24 ore successive ci si rivolgerà a un negozio compro oro del gruppo, quella sarà la cifra che si potrà ottenere. Questo è sicuramente un servizio molto utile, ma è anche una possibilità in più che l’utente ha per cercare di strappare qualche euro in più. Le valutazioni di un gioiello usato, infatti, possono basarsi anche sulla qualità del prezioso e sullo stato di conservazione di questo: non è difficile, quindi, imbattersi in valutazioni anche piuttosto diverse a seconda dei negozi. Per questo motivo, una volta effettuato il blocco del prezzo, ci si può recare in alcuni punti vendita cercando di ottenere una valutazione maggiore. Non è raro che un singolo negoziante, pur di assicurarsi un gioiello, sia disposto a offrire qualcosa in più di quanto bloccato on line.
Una volta in negozio, un’altra piccola accortezza è quella di esigere che la pesatura del proprio oggetto sia sempre fatta alla vostra presenza: anche questa è una garanzia di trasparenza che chi vende è in diritto di richiedere. Per i più esigenti, può essere utile sapere he la bilancia di precisione utilizzata deve essere regolarmente registrata all’ufficio metrico e periodicamente verificata, e che un’etichetta verde apposta sullo strumento ne certifica la regolarità.
Il passaggio successivo, generalmente, è la cosiddetta verifica “alla tocca” per constatare l’autenticità del metallo e la sua caratura. A grandi linee, i passaggi prevedono lo strofinamento dell’oggetto d’oro su una pietra dura e nera. Sulle micro particelle rilasciate dall’oro viene quindi fatto agire dell’acido nitrico relativo alla caratura dell’oggetto.
Verificata la caratura, verranno eliminate dall’oggetto tutte le parti non d’oro (si pensi a eventuale pietre preziose incastonate nei gioielli…), in modo che il peso finale si riferisca effettivamente solo alle parti in oro.

A questo punto il procedimento è terminato e si può stabilire il prezzo finale a cui vendere il proprio oggetto d’oro. Anche in questo caso è bene sapere che ogni cliente debba essere identificato tramite un documento di identità e che la vendita dell’oro da parte dei minorenni è proibita a norma di legge. Per quanto riguarda il compratore, invece, questi deve necessariamente riportare ogni passaggio della trattativa su un apposito registro che tutti i negozi di compro oro sono tenuti ad avere.
Anche una volta venduto l’oggetto, gli obblighi non si esauriscono del tutto: tutto ciò che è stato acquistato dal negozio di compro oro, infatti, deve essere tenuto per almeno 10 giorni all’interno del punto vendita, senza essere rivenduto né alterato in alcun modo.
Per quanto riguarda il pagamento, invece, nel rispetto delle norme antiriciclaggio, esiste un limite oltre il quale non si può pagare in contanti: 999 Euro. Al di sopra di questa cifra il pagamento può essere fatto tramite assegno bancario non trasferibile, oppure con un semplice bonifico bancario.